FLA 2023 - IL PROGRAMMA

Giovedì 9 novembre 2023, ore 18:00

Dante Marianacci

con
Giovanni D’Alessandro, Simone Gambacorta, Andrea Gialloreto, Lucilla Sergiacomo.
Letture di Franca Minucci

Bagliori planetari
(Aragno)
e
Voci per un concerto di poesia. Bagliori planetari di Dante Marianacci
(Ianieri)
a cura di Andrea Gialloreto

Bagliori planetari
“Marianacci ha fatto tesoro di tutto: luoghi, paesi, poeti di cui si è intimamente e variamente nutrito, facendo anche di loro, come di se stesso, amorevole leggenda. Ma non bisogna passare sotto silenzio la bella capacità affabulatoria pari solo all’arguzia benigna della sua affabile musa. L’una e l’altra virtù si fondono nell’incantevole registro del racconto che noi ascoltiamo a brani. La vita nomade ne ha ritmato le cadenza, ne ha infoltito la ricchezza” (Mario Luzi). “L’arte poetica di Marianacci […] ha i lunghi echi in sé di musicale e divina malinconia per la scansione perfettamente misurata delle sillabe, tra liricità ed evocatività, sospeso racconto e scavo nella memoria, nettezza della sentenza e lenta meditazione” (Giorgio Bàrberi Squarotti). “Il dono di Marianacci è di saper far sentire la presenza, ma non il peso, della poesia di tutti i tempi” (Maria Nicolai Paynter). “Il Tamigi, il Danubio e il Nilo sono i fiumi del suo percorso istituzionale e letterario. I loro tracciati storici e le loro percorrenze identitarie tracciano una sorta di avventura filologica, rappresa nelle testimonianze, nelle narrazioni, che, per un’interferenza del caso, si concludono in Egitto, dove ha avuto didascalicamente la sede originaria la scrittura” (Riccardo Campa). “Mentre parla del suo rapporto con Praga, Marianacci ci racconta, in realtà, molte altre cose: il bisogno per un poeta moderno di ricomporre, in una personale alchimia, il presente e il passato, il suo disorientamento e la sua tenacia, nella ricerca di quel tanto di stupore che resiste nello sfacelo dei miti; il suo incontro, necessario e difficile, con l’amore” (Paolo Lagazzi).

Voci per un concerto di poesia
«Rivendico fedeltà alla mia solitudine / Al potere del mio inventario della vita»: il carattere di regesto del libro è reso manifesto dal pervicace ricorso alla memoria per ricomporre i frammenti di questo «discorso amoroso» nella cornice offerta dal deposito di accadimenti, meditazioni, momenti di offuscamento o di trepido abbandono al flusso vitale di cui è tramata la vicenda terrena di ciascuno di noi. L’imponente mole del poema, oltre novemila versi che trascorrono senza soluzione di continuità, deriva la propria forza centripeta da un evento epocale, la pandemia che ci ha costretti alla compagnia di noi stessi favorendo l’ingenerosa pratica del consun-tivo, mediante la stesura di diari, racconti, sillogi poetiche.
Nasce così, dalla clausura forzata e dalla virulenza anche metaforica del contagio, questo atto di fiducia nella poesia al tempo della peste che vede il poeta solitario insediarsi nei luoghi dell’origine, all’ombra della Maiella e tra paesaggi agresti, per meglio osservare un mondo impazzito, preda dell’ossessione tecnologica e virtuale che derealizza atti e sentimenti.

Dante Marianacci  è nato ad Ari (Chieti) e attualmente vive tra Pescara e il suo paese natio, dopo aver trascorso trent’anni in giro per il mondo come dirigente dell’Area della promozione culturale del Ministero degli Affari Esteri, con lunghe soste a Praga, Dublino, Edimburgo, Budapest, Vienna e Il Cairo. Poeta, narratore, saggista, giornalista, ha pubblicato dodici raccolte di poesie, tre romanzi e numerose antologie europee di poesia, narrativa e teatro, oltre a volumi di saggistica, atti di convegni, editi in Italia e soprattutto all’estero. È tradotto in una quindicina di lingue e ha tradotto in italiano, tra gli altri, testi poetici di Lawrence Ferlinghetti, Vladimir Holub, Yang Lian, Charles Tomlinson. Ha collaborato ai programmi culturali della Rai e a numerose testate giornalistiche, italiane e straniere, oltre ad aver diretto, per quasi vent’anni, la rivista internazionale di cultura Italia&Italy. Per Aragno ha pubblicato le raccolte Lettere da Ulcisia e Sconfinamenti.

Andrea Gialloreto è professore associato di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, dove ha insegnato anche Letterature comparate. È vicecoordinatore del Collegio del Dottorato in Lingue e Letterature in contatto. È membro del comitato direttivo della rivista “Studi Medievali e Moderni”, del comitato scientifico delle Edizioni Studium e di diverse riviste e collane di saggistica tra le quali “L’Illuminista”, “Cross Cultural Studies”, “Sediziose Voci”, “Quaderni del PENS”, “In-between spaces: le scritture migranti e la scrittura come migrazione”, “Italianistica.it”, “Lettera Zero”, “Novecento in Versi e in Prosa”, “Smerilliana”, “Studia Polensia”.

*** Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Museo Genti d’Abruzzo – Sala Favetta
Via delle Caserme, 60
Pescara

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